A Te.
Non. Esisto. Piu.
Un'esteta ha spento nel mio occhio sinistro una sigaretta. L'occhio destro era morto di solitudine.
Lo ricordo che il colore rosso-limone ti segue sempre come un ombra.
E quando mi tagliavano le dita, invece di tagliarle tutte insieme, mi hanno tagliato le falangi una per una. Questo e’ perche si dice che altimenti non crescano piu'.
Possibile che un cieco compia un'impresa?
L'uomo con le pupille nere, senza fondo, gli occhi senza iride, bianco nero.
Sembri una geometria iperbolica. Le linee parallele che s'intersecano.
Sembri il cioccolato bianco.
E se vuoi raccontarmi del dolore, devi sapere: non. esisto. piu.
Se si tracci una linea dal palmo della mano sulla parte interna del braccio, poi sulla pancia, e se si raggiunga con quella graffiatura profonda la pelle delicata tra le dita del piede, allora questa linea sarebbe più simile ad infinito che il tempo che abbiamo inventato.
Non credo che ci si guarisca il dolore, ma non. esisto. piu, e solo perche' ti posso finalmente credere.
Da quando sono morti i miei occhi, non posso che solo assorbire con le mie ghiandole mammarie la tua luce rossa-limone che ricordo.
Una volta qualcosa di umido mi ha toccato la pancia, mi ha staccato con i denti un pezzo di carne a destra l'ombelico, e poi ha cominciato a strusciarsi canticchiando contro il palmo della mia mano. In questo momento mi sono resa conto che solo un cieco e' capace di credere in qualcosa senza cercare il significato.
Le linee parallele s'intersecano.
Io. non. esisto. piu.
(image by Oleg Paschenko)

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